
Che poi uno sembra razzista o addirittura antisemita se fa certi discorsi, in ogni caso, memore di chi mi consigliò "un blogger non dovrebbe mai dire -secondo me-" , io la butto, sai che mi frega.
Il 70% degli italiani vorrebbe i Rom fuori dalle balle, espatriati, e i campi nomadi smantellati uno per uno. Lo stupore è finito con il trionfo di Bossi, ora la cosa è più metabolica.
I campi nomadi sorgono in zone fetide e contribuiscono a renderle ancora più fetide. Sono baracche spesso costruite con materiali di scarto, anche l'eternit viene riciclato, grazie a quegli imbecilli che non lo smaltiscono con criterio (legge, in questo caso). Non ci sono i servizi igienici, olè, e i cibi vengono cucinati con fornelletti a gas alimentati da bombole molto pericolose. Corrente elettrica quasi inesistente (tranne allacci abusivi) con il conseguente utilizzo di candele o affini, che la cronaca racconta, hanno causato numerosi incendi e vittime.
Certo, sono Nomadi, e come tali, fieri della loro cultura, si spostano di città in città, e non concepiscono una casa fissa e una vita, diciamo, non raminga. Però, ci sono anche molti campi stabili e addirittura alcune comunità Rom si sono stabilite in appartamenti a Milano e altrove, tramutando delle palazzine in veri e propri accampamenti a più piani. Quindi anche i Rom stanno cambiando, non tutti, parecchi.
Questo per quanto riguarda le discusse baraccopoli. Ma cosa fermenta dentro questi luoghi? Di certo una grossa cultura familiare e comunitaria, con radici antichissime, ma anche lo spaccio di droga e lo smistamento della refurtiva. Essì, direi che non è più il caso di fare finta di non sapere come sopravvivono queste persone. Se i cittadini temono i Rom è perchè hanno paura delle mani nelle tasche e nelle borse, per strada e sugli autobus. A casa propria.
Wow, sì, massimo rispetto per la tradizione nomade, ma siamo sicuri che il loro sistema di vita sia compatibile con lo sviluppo di un paese moderno? E' normale che gli italiani abbiano fisicamente paura dei Rom, non sentendosi sicuri a casa propria? Certo che no.
Per essere franchi, la vita del predone non mi pare un così grande esempio di civiltà. Certo, forse tutto questo mio discorso può risultare razzista e pesante, ma anche io sono stufo di questo malumore serpeggiante, e se devo scegliere chi nominare tra la vecchina bolognese che si lamenta e la zingarella che nel frattempo le ruba il portafogli, bè, la risposta è servita.
E cara la mia signora con la gonna variopinta, la prossima volta dica a sua figlia di non cagarmi sul marciapiede fuori casa, e che cazzo.



















