Cinecolomba
Se per la vecchia coppia d'oro Boldi-De Sica si poteva parlare di cinepanettone prima, e di doppia indigestione dopo la loro separazione, a Carlo Verdone posso tranquillamente attribuire la paternità della cinecolomba, con il suo successone (di vendite) Grasso, Grosso e...Verdone. Se infatti nei film dei primi due ritroviamo maledettamente sempre la contrapposizione Milano-Roma e i classici menage a trois, Verdone ripropone (dopo Viaggi di Nozze) alcuni dei suoi personaggi più famosi: il bonaccione sventurato e ingenuo, il prof maniacale e il coatto (o' famo strano?).
Nel primo episodio, una coppia di genitori boy scout (Verdone e Geppi Cucciari) si ritrovano alle prese con il funerale della nonna, con mille contrattempi. Nel secondo, l'odioso prof si rapporta con il timido figlio, represso dal carattere impossibile del padre, mentre nel terzo ecco che tornano i burini romani (Verdone e Claudia Gerini) in vacanza in un lussuoso hotel a Taormina, nella speranza di rinnovare il loro rapporto e quello con il figlio adolescente.
Tre spezzoni tiratissimi e poco divertenti, ormai le macchiette classiche dell'attore e regista romano hanno stancato. Ma il tentativo è comprensibile e coraggioso, visto che in un certo senso Verdone ha voluto chiudere le storie di questi personaggi, per dedicarsi da adesso in poi a progetti e personaggi nuovi. Terapeutico (forse) per lui, noioso per gli spettatori. Voto: 6, ma solo per l'intento.
Tutto e Niente
Sergio Rubini ingaggia Scamarcio e la Puccini per il suo nuovo film. Che coppia, forse la solita commediola alla Moccia? Tutt'altro, Colpo D'Occhio è quello che oso chiamare un filmone. Rubini affronta il tema dell'Arte e degli Artisti, in un nodo scorsoio implacabile e grottesco, un dramma della gelosia raffinato, una sceneggiatura d'altri tempi, che richiama i grandi drammi inglesi tanto quanto la tragedia greca.
Adrian (Riccardo Scamarcio) è un giovane scultore ambizioso. Durante una mostra, conosce la giornalista Gloria (Vittoria Puccini), sentimentalmente legata al potente critico d'arte e gallerista Lulli (Sergio Rubini). Il giovane perde la testa ed è ricambiato, fra i due nasce un passione travolgente e un amore che li porta alla convivenza. Nella loro vita però torna Lulli, intenzionato ad aiutare Adrian nella sua carriera artistica, ma a caro prezzo. A fianco di Lulli ora c'è l'ambigua Sonia (Paola Barale). Fra antiche rovine, cataloghi, Venezia, Berlino e l'Abruzzo si snoderà una vicenda intricata e piena di segreti.
Rubini si pone davvero degli interrogativi, e paradossalmente fornisce lui stesso la chiave di lettura del suo film, attraverso le battute dei personaggi e la simbologia. Un thriller psicologico, cadenzato da inquadrature impietose e suoni incalzanti. Ottima la scelta della Barale ai fini del messaggio, risulta brutta nonostante si atteggi a donna di classe. Lulli la tiene con se per capriccio, ma la disprezza, come una scultura tanto brutta quanto magnetica. Brava la Puccini, soprattuto credibile, Scamarcio fa Scamarcio, ma in alcuni punti funziona a dovere. Geniali alcune trovate, altre maestose. Questo è il cinema italiano del quale dobbiamo vantarci. Voto: 7, colpa del ricciolone.
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L'aria grigia esprime parole infuocate, come "Zeus" lancio saette,
un temporale all'orizzonte e la pioggia per alcuni attimi inonda tutto, sommerge qualsiasi cosa che mi circonda, quiete inaspettata, in quei pochi attimi di follia, sono cresciuto e ho capito che A. è per me il mio Olimpo.
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Devo ammettere che fino a poco tempo fa pensavo di risentire della mancanza di un fratello/sorella e quindi di aver sviluppato una, a volte, insana propensione alle amicizie, come dire, morbose. Ora invece ho la piena consapevolezza di essere semplicemente incline a questo tipo di relazioni, molto più che all'amore.
Mi è tornato alla mente un ricordo di vent'anni fa, che probabilmente avevo sepolto vivo. Alle elementari ero infatuato di un ragazzino dai capelli rossi, e desideravo con tutte le mie forze che lui diventasse il mio amico del cuore. Badate, era un pensiero totalmente pulito, vuoi per l'età ma anche per come è costruito il mio carattere. Peccato che il pel di carota non si si filasse per nulla. La mia adolescenza è stata caratterizzata da forti amicizie con singoli, con il contorno della classica combriccola del quartierino. Poi sono passato a frequentare un gruppo incasinatissimo (nel senso dei legami amore-amicizia) e lì ho conosciuto il mio primo vero Buddy.
Quella con il Buddy è un tipo di relazione esclusivamente maschile, un mix di complicità e amore spassionato, condito da una lealtà a volte esagerata, il tutto scevro da ogni forma di attrazione sessuale. E' amore. Con il proprio Buddy ci si diverte e si fanno solitamente un sacco di stronzate, spesso in compagnia di altri amici, pur rimanendo consapevoli che se c'è qualcuno che può essere geloso, anche più della tua donna/uomo, è Buddy, perchè lui ci sarà sempre per te..almeno fino a quando non tradirà la tua amicizia e scoprirai che non sei mai stato così male. Care ragazze, sappiate che quando il vostro ragazzo vi dice (ubriaco) "anche io una volta ho limonato con un mio amico", sappiate che si trattava quasi sicuramente dell'amico del cuore. E no, non è gay, tranquille.
Eppure sono convinto che queste amicizie fanno fatica ad attecchire qui, complice il solito triste spauracchio legato all'omosessualità e alla conseguente paura di non venir capiti e quindi derisi. Il rapporto con il Buddy prescinde dal sesso, ma anche no, nel senso può succedere di ritrovarsi a letto e di scoprire che il proprio "compagnuccio" è diventato nientemeno che un trombamico (su questo ci vorrebbe un capitolo a parte). Personalmente la ritengo una mossa sciocca, anche se so molto bene quanto forte può essere quel tipo di amore.
Crescendo sono diventato più diffidente e quindi meno propenso a cercare certe situazioni, anche se la mia impostazione rimane, ovvero amico del cuore e poi tutti gli altri. Sono ancora uno che non cerca i grossi gruppi.
Non posso che essere grato al mio Buddy di allora, visto che mi è rimasto vicino per tutto il tempo della malattia e durante la mia complicata trasferta a Bologna. Ricordo ancor di più quanto sono stato male a causa sua. Sono cose che ricordo con una nitidezza spaventosa, a paragone di certe mie storie d'amore passate, che ormai non hanno più nemmeno un nome.

Non è mai capitato nella storia del diritto italiano che si andasse a discutere sulla tangibilità di un presunto fantasma e sulle possibili implicazioni giuridice, in questo caso sulla validità di un contratto.
Eh sì, perchè un caso c'è sul serio. A Spoleto, un uomo chiede che venga annullato il suo contratto di vendita di un casolare, comprato da poco a prezzo stracciatissimo (120 mila euro per 200 mq su due piani più alcuni terreni). Infatti, dopo essersi insediato nella nuova casa, questo signore ha cominciato a riscontrare strani fenomeni, come rumori di passi, oggetti che si spostano o cadono in maniera misteriosa e addirittura qualche piccolo incendio. Il sospetto che si tratti di una presenza è forte, tanto che i precedenti proprietari sono fuggiti portandosi via solo gli effetti personali e, appunto, chiedendo una cifra irrisoria.
A quanto pare i vecchi inquilini erano a conoscenza degli strani fenomeni, almeno da quanto dichiara il legale del signore di Spoleto. La Curia si è affrettata a dichiarare che in quel casolare non è mai stato praticato alcun esorcismo, ma ha altresì ammesso che, nel corso degli anni, la diocesi è sempre stata accanto a coloro che in quel momento lì vivevano, confortandoli nel dolore e nelle malattie.
Adesso la cosa ha preso la via del Tribunale, e chissà che non ci troveremo davanti ad una sentenza senza precedenti!
Il mio personale parere è che l'attuale proprietario dovrebbe abbandonare subito la casa, perchè se davvero di spiriti si tratta, allora la cosa potrebbe farsi pericolosa. Infatti i cosiddetti Poltergeist possono essere di vario tipo, o meglio carattere, da ospiti silenziosi, a burloni un po' rompiscatole fino a molestatori ossessivi e di tipo aggressivo, e il fatto che ci siano stati incendi dimostra che si tratta (forse) di quest'ultima categoria. L'ipotesi di un Poltergeist è avvalorata anche dalla fuga rocambolesca dei precedenti proprietari, che saggiamente non si sono portati dietro nulla, perchè l'entità può celarsi anche dentro gli oggetti o i mobili, e sarebbe stato troppo rischioso portarsi via qualcosa.
Gli esorcismi, infine, non servono a niente, perchè non si tratta di estirpare un demone da un corpo umano. Se davvero in quella casa ci sono stati molti sofferenti, è facile che uno di loro sia rimasto ancorato fra le mura. E potrebbero essere anche più di uno. Purtroppo non c'è soluzione, come dimostrano le tante storie di Poltergeist fino ad ora registrate. Io scapperei a gambe levate, prima di rimanere ferito in qualche "incidente" domestico, ma siccome sono curioso, ci tornerei in seguito per cercare di capire o di scoprire qualcosa di più.


















