Puzzle bobble
Crea delle combinazioni di 3 o piu' bolle e sgombera il campo per completare il livello.

In tutta onestà, cara Italia, voto Veltroni
Forse non è un concetto così scontato, ma ci sono personaggi più popolari e influenti degli attuali leader politici, e che in virtù del loro potere, se così vogliamo chiamarlo, si pemettono di aggirare la par condicio con una leggiadria imbarazzante nei gesti quanto in maniera barbara nei contenuti. Mi riferisco ad alcuni personaggi televisivi protagonisti di questa stagione.
Ebbene, sulla rete ammiraglia di Silvio Berlusconi, due domeniche fa, Maria De Filippi ha spudoramente mandato in onda un mega spot elettorale pro-PD, mascherandolo con motivazioni legate ai vari litigi fra i partecipanti ad Amici. Io ero a bocca aperta, e chi se lo aspettava? Il Video.
I
n questa clip sono presenti anche noti personaggi del mondo dello spettacolo, su tutti Gerry Scotti. Ma come? Proprio lui, paladino del tradizionalismo e volto principale di Canale 5 tradisce il Cavaliere? Ebbene, dal fondo della mia ignoranza non sapevo che il signor Virginio Scotti avesse militato nei socialisti per ben due legislature, quando ancora aveva i capelli e faceva DJ Television! In effetti c'è qualcosa che puzza in tutti quegli slogan in inglese che sciorina nei suoi programmi (God bless you per esempio). Ma il caro Scotti è ormai talmente famoso e popolare che si può permettere di dire e fare quel che vuole (idem per la De Filippi). Ricordo che ci sono personaggi televisivi che ancora tremano al solo pensiero di schierarsi, per paura di non lavorare più. Vedere la voce Cuccarini Lorella, da sempre in bilico e forse per questo penalizzata e non poco, o Fabio Fazio, che fa il pauroso per gioco sotto le sferzate della Litizzetto, ma non giurerei sulla sua totale serenità. Se ne potrebbero citare molti altri.
Insomma, la par condicio è stata aggirata in maniera plateale, e la De Filippi si è vista costretta a rimediare con un secondo video, che però non ha risolto la questione, infatti non c'è stato nessun riferimento (neppure subliminale) alla controparte politica.
Campagna in casa
Ma se Amici è un programma Veltroniano, ecco che invece nella casa del Grande Fratello va in onda la campagna elettorale, ma se giustamente non si fanno riferimenti politici, tutto è nella norma. Il prode Roberto, detto il "Cummenda", è un clone di Berlusconi, forse qualche centimetro più alto. Imprenditore che dice di essersi fatto da solo, tradizionalista, imbarazzante nell'indossare il doppio petto a tutte le ore. Contro di lui, Silvia, milanese una volta uomo, si colloca fra il "Luxureggiante" e una rinnovata fede democratica...e pure lei che si lancia con slogan in inglese a tutto spiano. Con lei Francesco Botta, romano dai buoi sentimenti.
E per la Sinistra Arcobaleno? Ci sono Teresa, molisana con vocazioni da suora ma che poi ha ripiegato sul punk e Mario, muratore marchigiano tutto di un pezzo.
Faccio notare che i personaggi che ho citato sono fra i più popolari nella casa. Tutti gli altri, grazie al porcellum, possono ambire al 5%, oppure saranno costretti a fare il ruolo dei gregari per brillare di luce riflessa.
Del resto, c'è chi in televisione non ha mai applicato la par condicio, vedi Fede, Floris, Vespa ecc. ma non eravamo abituati a tanta franchezza! C'è da preoccuparsi, forse.
A dir la verità, prima di queto pezzo doveva esserci la recensione di Cassandra's Dream (Sogni e Delitti) di W.Allen, ma siccome l'ho trovato insipido come la pasta senza sale, faccio un salto a piedi pari e parlo di una pellicola che vale davvero. Una sceneggiatura nata dall'adattamento del romanzo Old Men, di Cormac McCarthy (Premio Pulitzer). La reazione in sala è stata subito di stupore, forse non ci si aspettava un film come questo, anche nelle più rosee aspettative, a quanto pare i fratelli Coen l'hanno fatta grossa anche questa volta.
Un saldatore dalla vita misera si imbatte in ciò che rimane di scambio (droga-denaro) finito male: cadaveri, la droga, un moribondo e una valigetta contenente ben due milioni di dollari. Il testardo abitante di questa zona desertica e desolata decide subito di tenersi il denaro, per cambiare la sua vita e quella di sua moglie. Quello che non sa è che al suo inseguimento ci sono quelli che rivogliono il denaro, americani e messicani, e soprattutto un killer senza freni (Javier Bardem). Comincia l'inseguimento mozzafiato, tappezzato di cadaveri, tantissimi. Il killer non si fermerà davanti a niente e forse il denaro è solo una delle motivazioni che lo spingono ad ammazzare chiunque gratuitamente e a giocare con la vita di coloro che hanno la sfortuna di incrociarlo. Riuscirà un tenace Moss (Josh Brolin) a tenersi il denaro e a salvarsi la vita? E il malinconico sceriffo di contea (Tommy Lee Jones) riuscirà a proteggerlo?
Ci si accorge subito di essere di fronte a una di quelle opere che rimarranno impresse, e per un solo motivo, ovvero è un film fatto bene, troppo bene. Tecnicamente ineccepibile, ammmirabile l'aiuto naturale del deserto americano, con i suoi grandi spazi, parla da solo. La prova recitativa di Bardem è sbalorditiva, tanto da avergli consentito di vincere l'Oscar. Lo spagnolo è perfetto, viso, voce, postura. Anche Jones si è prodotto in una gran parte, purtroppo soffocata da Bardem/killer. Sono di questo grande vecchio i dialoghi più pregni e brucianti. Se il deserto è il teatro, Jones è colonna sonora e il mood del film. Questo film è sconsigliato a chi non ama veder proiettata la violenza. Ci sono tanti morti, e nessuno con un decesso tranquillo.
Un grande poema americano. Si dovrebbe piangere, ma a tratti viene da sorridere a denti stretti.
STUFF
La Premiazione di Javier Bardem agli Academy Awards.

"No country for old men", ecco i premi vinti nell'ambito della notte degli Oscar:
- Miglior Film;
- Miglior Regia;
- Miglior sceneggiatura non originale;
- Miglior attore non protagonista (Javier Bardem).
Spalmo la marmellata sulle fette biscottate e ti guardo, sei dentro la marmellata e ti mangio, come tu solo sai fare quando, quando. Prepari il caffè ma viene una schifezza e allora i soliti discorsi sul perchè sei stufoso e di quanto mi da fastidio che manifesti innocente apprezzamento verso quel barista.
Il nostro vicino lascia la porta aperta, ci vuole da lui. E poi attacca bottone con una scusa banale. Io noto le sue ciabatte rosa e tu la sua erezione. Ecco perchè sei stufoso, perchè vedi le cose, mentre io ho bisogno di dosaggi estremi di caffeina e di riflessioni random. Scusa se ti ho svegliato in piena notte per dirti che avevo capito.
Mi lasci in aspettativa, ti fai sudare, mentre ci passa di fianco il castello di Berlusconi. Mi fai sudare, ogni volta che mi tocchi o che ti infervori sulle discussioni politiche, mentre nelle orecchie latra un live di Mia Martini, mentre se canto io alzi il volume.
Seduto qui, a Portofino, non posso fare a meno di notare quanto sia zozza la tovaglia che copre questo tavolino. Che dovrebbe essere esclusivo poi, che dovrebbe essere solo quello che è, una splendida insenatura e un paese squallido.
Quando finisce la marmellata mi porti le paste. E poi mi cucini, sempre a parlare di cibo io e te. Lo dico sempre che dovremmo fare i critici gastronomici. Abbiamo talento sai? Seduto qui, a Portofino, capisco e non capisco tante cose, ma tutto si perde nella mia memoria labile e ragazzina che funziona come gli interruttori di quella casa posseduta, a volte senza criterio, a incastro, senza.
Rispondi al telefono adesso, ora devo gustarmi questo cappuccino molto costoso.



















